Albinismo    

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Autore Gli albini sul lavoro: soddisfatti o rimborsati?
eregalini eregalini
Utente

1 messaggio
Cari amici, mi piacerebbe consultarvi tutti in merito alle riflessioni che sto compiendo per l'intervento su "Albinismo e realizzazione professionale" che dovrei tenere al nostro prossimo evento siciliano.
Alcuni di voi conoscono già alcune mie posizioni in materia (le avevo rapidamente espresse al convegno romano di due anni fa), ma la mia è solo una delle tante esperienze e per preparare il mio intervento mi piacerebbe confrontarmi anche con voi.
Tralasciando le situazioni allucinanti che si verificano in alcune aree del mondo, (come, in Africa, o Cina), in base all'esperienza da voi maturata finora, ritenete che l'essere albini in Italia costituisca un ostacolo importante per la realizzazione professionale?
Inviato il 20/02/2013 10:30:47 Quota

Isa Isa
Amministratore

258 messaggi
Speravo qualcuno si facesse avanti nel commentare il tuo post, ma evidentemente occorre rompere il ghiaccio ed è in tal senso che scrivo.
Io ho avuto più d'una esperienza di lavoro ma non in tutte mi sono presentata come albina, benché fosse evidente, ho giocato la carta del silenzio. In quelle situazioni, ti dico che nessuno mi ha mai fatto questioni di sorta, ho accudito minori, disabili ... con assoluta incoscienza pechè no prendevo le dovute precauzioni. L'incoscienza non è stata solo mia ma anche di chi mi ha dato lavoro. Crescendo però ho capito che il rischio maggior l'ho corso io perchè non dicevo in modo esplicito come stavano le cose. Avevo paura che parlando, non mi avrebbero fatto lavorare.
C'è stata poi un'occasione in cui, ho presentato la documentazione attestante la condizione di albinismo e ipovisione ... Non vi dico il timore che avevo di perdere tutto. Poi mi sono accorta che, chi se la "passava peggio" era il mio datore, che da sempre mi conosceva e sapeva di me e delle mie difficoltà, ma quando l'ho messo di fronte a nero su bianco, non ha potuto più ignorare la questione.
È finita che, il lavoro non l'ho perso, ma hanno dovuto affiancarmi una persona per supportarmi nel lavoro con i miei amati bambini.

Da quel momento in poi ho sempre messo in chiaro le cose ed ho sempre detto in tutta onestà ciò che potevo o non potevo fare. Ammetto che ho anche avuto la fortuna di trovare un posto (quello attuale) in cui mi hanno dato la possibilità di mettere in atto le mie capacità e competenze.

Sai Emanuele, io credo che il problema non sia l'albinismo ma come ti poni.
Disabile o persona con una disabilità?


Una parola non definisce una persona, poichè essa si definisce attraverso le proprie azioni.
Inviato il 26/02/2013 19:46:33 Quota

aza aza
Utente

254 messaggi
Per ciò che mi riguarda l'albinismo non ha rappresentato un problema. Ho lavorato come insegnante elementare, per diversi anni proprio grazie alla riserva e alla precedenza correlate alla mia certificazione di invalidità. Ho saputo "prendermi cura" di me ed anche dei bambini che mi erano affidati, senza particolari ansie, utilizzando adeguate strategie e rispondendo alle tante e ricche domande dei ragazzini che, chiaramente erano molto colpiti dal mio aspetto.
Ho fatto l'esperienza che l'essere esplicita e chiara fin dall'inizio, con insegnanti ed alunni, ha rappresentato un punto di forza.
Poi, nel corso degli anni mi sono orientata verso un altro lavoro che sentivo più consono ed adeguato a me: alle mie risorse ed alle mie attitudini. Ho lasciato definitivamente l'insegnamento tredici anni fa per dedicarmi pienamente all'attività di psicologa e psicoterapeuta. Anche in questo settore non ho incontrato riserve od ostacoli particolari alla mia realizzazione professionale, se non quelli "comuni" a qualunque altra persona.
Ciò che conta è arrivare, giorno per giorno, a sentirsi persona, facendo i conti con i propri vissuti interni che son quelli che condizionano le relazioni con l'esterno. Arrivare e lavorare per essere una persona con un limite, certo, è innegabile, ma non un "limite" e poi, forse....., una persona:-)
Questo è un cammino che dura un'intera vita, PER TUTTI, ALBINI E NON.
Buona vita.
Laura B

"ALZATI E CAMMINA"
Inviato il 05/03/2013 22:05:43 Quota

nivea nivea
Utente

92 messaggi
Ho scelto una professione che, per sua natura, si colloca prevalentemente negli enti pubblici ed ho dovuto pertanto sottopormi a concorsi per titoli ed esami. Non ho mai avuto problemi negli studi, per cui gli esami andavano bene e, riguardo ai titoli, ho faticato non più degli altri ad uscire dal circolo vizioso "se non hai esperienza non lavori, se non lavori non hai esperienza". I problemi sono venuti dopo, perchè per l'assunzione ho dovuto sottopormi alla visita per l'idoneità fisica e, per il mio primo lavoro di ruolo che ancora sto svolgendo, stavo per essere valutata non idonea. Sono stata fortunata, perchè stavo già lavorando per una sostituzione a tempo determinato e i colleghi di quel servizio si mobilitarono in massa per far sapere al medico legale che la mia poca vista non aveva creato problemi di sorta; questo lo tranquillizzò molto e dopo tre giorni di incertezza mi dette via libera. Dopo pochi anni, a tutti i concorsi pubblici per assistente sociale è stata richiesta la patente di guida, quindi oggi non potrei più accedere al posto che ricopro. In effetti, quello della guida può essere un problema oggettivo che limita la scelta dei lavori possibil. Io di fatto non ho problemi perchè lavoro in una grande città ed anche se mi sposto molto, lo faccio a volte anche meglio dei miei colleghi che sono condizionati dalle disponibilità dell'unica macchina di servizio, mentre io programmo i miei spostamenti in autonomia perchè sono molto più abituata ad utilizzare al meglio i mezzi pubblici. Però senza patente non potrei lavorare in un piccolo comune di campagna, e neanche nell'immediato interland di Firenze. Non possiamo negare che i problemi di vista limitano la scelta dei lavori possibili, o, quanto meno, hanno un ruolo importante nell'insieme delle caratteristiche personali su cui dovrebbe basarsi un orientamento lavorativo consapevole.bn

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" Antoine de Saint-Exupéry - Il Piccolo Principe.
Inviato il 14/03/2013 08:54:02 Quota

Concy Concy
Utente

12 messaggi
Ciao a tutti anche io voglio dare la mia esperienza, trovare un lavoro e stato un percorso lungo e pieno di difficoltà finiti gli studi da contabile ( cosa che odiavo) ho fatto un corso di cal center e dopo uno stage mi è stato proposto un posto da impiegata ero felicissima a 19 anni perché il mio titolare era una persona sensibile e gentile ha capito il mio problema senza che io lo dicessi perché avevo paura ma ha visto tutto l'impegno che ci mettevo e quello che potevo fare.ma l'amore mi ha portato lontano dalla Lombardia alla Romagna a soli 20 anni lontano dalla famiglia non ho più trovato tanta sensibilità . Sono passata da un lavoro e l'altro chiedevano esperienza che non avevo ho provato con le categorie protette ma a quasi tutti i concorsi pubblici ci voleva la patente e a volte mi sono sentita dire che ero perfetta per quel lavoro ma i miei problemi non erano compatibili con esso che assurdità!e stato frustrante Nel frattempo tutti mi continuavano a dire di frequentare il corso di centralinisti non vedenti che non ho mai voluto accettare fino che non ho avuto altra scelta dovevo lavorare perciò ho frequentato iil cavezza di Bologna . Grazie a ciò oggi sono centralinista al l'agenzia del territorio di forli non mi sento realizzata nel mio lavoro ma non mi importa la mia realizzazione e nel l'essere madre e questo lavoro mi ha permesso di realizzare questo sogno
Inviato il 20/05/2013 12:16:06 Quota

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